venerdì 29 settembre 2017

Romania
Secondo giorno della visita del Cardinale Sandri in Romania
Cong. Chiese Orientali
La festa dei Santi Arcangeli secondo il calendario latino ha visto il Cardinale Sandri proseguire nella capitale Bucarest la sua visita in Romania.
Nella prima parte della mattinata, Sua Eminenza Cardinale Leonardo Sandri, accompagnato dal Nunzio Apostolico Mons. Maury Buendia ha attraversato la città, vedendo dall'esterno i lavori della nuova cattedrale patriarcale ortodossa, per giungere alla residenza di Sua Beatitudine Daniel.

Il dialogo con il Patriarca è durato più di un'ora, in un clima di grande e fraterna cordialità. Il Cardinale Sandri si è fatto portavoce dei saluti del Santo Padre Francesco e del Cardinale Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani, e si è felicitato sia per l'avanzamento dei lavori della cattedrale, i cui inizi risalgono già alla visita di San Giovanni Paolo II nel 1999, come pure per l'annuncio della visita di Sua Santità Kyrill, Patriarca di Mosca, nelle prossime settimane. Il Cardinale ha spiegato il motivo della visita, che avviene per celebrare insieme alla Chiesa Greco-cattolica il centenario della Congregazione per le Chiese Orientali, impegnata ad accompagnare le diverse Chiese, sia nella madrepatria, in particolare nel tormentato Medio Oriente e nell'Europa dell'Est, come pure a seguire il servizio pastorale che va ugualmente garantito a quei fedeli che per motivi umanitari o lavorativi si sono trasferiti in Occidente, nell'Europa come negli Stati Uniti e altri Paesi, realtà questa che accomuna il cammino con gli ortodossi rumeni, essi pure sparsi in tante parti del mondo e bisognosi di essere seguiti dai loro Pastori e sacerdoti.
Sua Beatitudine ha ringraziato per la visita, e ha riferito di essere appena intervenuto ad un simposio organizzato presso l'Accademia di Romania, sul tema dell'identità dell'Europa e l'apporto che le religioni possono dare ad essa. Si è ricordato lo sforzo dei Pontefici perchè fossero inserite le radici cristiane d'Europa nel preambolo della Carta Costituzionale comune, e anzi il Patriarca ha rafforzato l'immagine dicendo che ancora più che radici si deve dire "matrice" dell'Europa, impronta che ha caratterizzato la storia e lo stile di convivenza dei popoli europei. Il fatto che non siano però state inseriti nel testo ufficiale, è triste ma non deve spaventare, perchè, come diceva il grande pensatore rumeno Mircea Eliade "esse sono troppo profonde per rimanere occulte e nascoste". Ha pure ricordato la citazione di Yves Congar, che ebbe modo di conoscere durante i suoi studi dottorali a Strasburgo, che parlava dei "due polmoni", orientale ed occidentale, della fede cristiana in Europa, tematica poi ripresa da San Giovanni Paolo II. Il Cardinale Sandri ha ripreso questo apprezzamento, ricordando una affermazione analoga e forse ancora più forte, parlando dei "due occhi", e il Patriarca ha condiviso che quando entrambi gli occhi vedono bene e insieme, la visione è più profonda, vera e meno affaticata. Sua Beatitudine ha poi riferito dei lavori della cattedrale, che sarà dedicata all'Apostolo sant'Andrea, alla cui opera di evangelizzazione si rifa il cristianesimo rumeno, e si spera che almeno l'altare possa essere consacrato nel giorno della festa del 30 novembre 2018, alla presenza del Patriarca Ecumenico S.S. Bartolomeo, anche se poi le decorazioni, i mosaici e la successiva grande consacrazione saranno successivi. Circa l'inaspettata visita del Patriarca di Mosca, Sua Beatitudine ha apprezzato molto questo gesto, che risponde ad un invito rivolto a tutti i Capi delle Chiese Ortodosse che hanno sofferto i diversi regimi socialisti atei del secolo scorso, ed ha auspicato che tale passo aiuti tutte le Chiese Ortodosse bizantine a porre ancora gesti di comunione e cammino sinodale. Circa l'assistenza pastorale e la sfida delle migrazioni, Sua Beatitudine e il Cardinale Prefetto hanno condiviso che mentre nei propri paesi di provenienza a volte la fede viene un po' vissuta in forma tradizionale o talora è spenta, nei Paesi di arrivo essa si ridesta, contribuendo a custodire la propria identità e la speranza anche entro le grandi prove. Persino la presenza dei credenti dell'Islam è una provocazione a vivere coerentemente la propria fede e ricominciare a sentire la nostalgia di essa in cuori che a volte l'hanno dimenticata. Sua Beatitudine, ricevendo la medaglia del quinto anno di Pontificato di Papa Francesco, con il tema proprio delle migrazioni con la frase evangelica "ero straniero, e mi hai accolto", ha richiamato il tema del recente convegno di spiritualità ortodossa presso il Monastero di Bose, apprezzando la riflessione perchè aiutava ad illuminare il nesso tra spiritualità e prassi, in modo da evitare gli estremi o di un pietismo disincarnato, o di una filantropia senza Dio.
Nel salutare il Prefetto, il Patriarca ha dichiarato: "Dica al Santo Padre che l'invito rimane aperto, il tempo lo decida Lui, ma noi lo aspettiamo!"
Nella tarda mattinata, il Cardinale Sandri si recato al Palazzo Presidenziale, dove è stato ricevuto in rappresentanza del Presidente - a Tallin per impegni istituzionali - dal Consigliere Presidenziale S.E. Dr. Sergiu Nistor. Il Prefetto, nel portare il suo saluto da parte del Santo Padre, ha ringraziato per tutto quanto viene fatto per garantire la vita e la missione delle Chiese, pur nel rispetto della necessaria laicità. Nel dialogo, si è messo bene in luce il ruolo della presenza cristiana nelle sue diverse confessioni nella storia e nel presente della Romania, ciascuna con la sua particolarità ma che insieme porta il suo contributo al bene comune. Tale sfida della convivenza rappresenta una sorta di piccolo laboratorio di quello che si è chiamati a vivere in grande nel continente Europeo. L'incontro tra l'anima orientale e quella latina in Romania ha una storia secolare e ha arricchito la storia e la cultura.
Anche da parte del Consigliere Presidenziale è stato ribadito l'auspicio che possa presto realizzarsi una visita del Santo Padre Francesco: essa andrebbe contestualizzata non soltanto per rendere omaggio al passato di sofferenza e martirio dei cristiani in Romania, ma anche per offrire un'ulteriore parola sulla visione dell'Europa e la Sua missione nel mondo contemporaneo, con quei valori di accoglienza, solidarietà e promozione umana che il governo della Romania sottoscrive e sostiene.
E' stato anche ricordato l'evento da poco annunciato dal Presidente UE Juncker, che vedrà durante il semestre di presidenza europea della Romania, radunarsi il 30 marzo del 2019 i capi di Stato e di Governo per un momento rifondativo, a Sibiu, già teatro qualche anno fa di un importante evento ecumenico europeo.
A pranzo, presso la Nunziatura Apostolica, il Cardinale Sandri si è intrattenuto con l'Arcivescovo Latino, S.E.Mons. Robu, un archimandrita ortodosso alcuni collaboratori della Curia Cattolica latina, alcuni religiosi e un sacerdote maronita incaricato della locale piccola comunità libanese.

Nel pomeriggio del 29 settembre, il Cardinale Sandri si è recato presso l'Episcopio dell'Eparchia di San Basilio Magno in Bucarest, accolto da S.E. Mons. Mihai Fratila, alla cui installazione come primo vescovo della neonata eparchia il Prefetto aveva assistito nell'agosto del 2014. Nel corso di una breve celebrazione, il Cardinale ha tenuto un breve discorso e ha benedetto i locali, ed ha salutato il Professore Opaschi, Ministro Segretario per i Culti della Repubblica di Romania, il quale ha pure tenuto un discorso (Allegata foto).
Il Prefetto ha poi accettato di recarsi come fuori programma per un breve saluto all'Accademia di Romania, ove è in corso un Simposio sull'identità dell'Europa e il ruolo in essa delle religioni. Il Cardinale ha salutato l'ex-presidente della Repubblica Romena, S.E. Traian Basescu, e ha rivolto ai presenti un breve saluto, illustrando l'identità delle Chiese Cattoliche Orientali e il lavoro del Dicastero: in particolare coloro che sfuggono alle guerre del Medio Oriente sono anche figli delle Chiese di Siria e Iraq, e spesso venendo accolti in questi anni in alcuni Paesi di Europa portano nuovo entusiasmo al nostro cristianesimo spesso stanco o dimentico del proprio passato e della propria missione. Tra gli accademici, un professore algerino, di fede musulmana, si è alzato per ringraziare del dialogo interreligioso del Santo Padre Francesco, e in particolare della visita recente in Egitto.
Il Cardinale Sandri si è poi trasferito presso la cattedrale latina di san Giuseppe per presiedere la Solenne Eucarestia nella festa dei Santi Arcangeli e ha tenuto l'omelia (allegato)
In serata, presso la Nunziatura Apostolica, la cena con alcuni Rappresentanti del Corpo Diplomatico.

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Saluto del Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, durante il rito di benedizione dell’Episcopio dell’Eparchia di San Basilio Magno in Bucarest dei Romeni, Venerdì 29 settembre 2017 A.D.
Eccellenza Mons. Miguel Maury Buendia, Nunzio Apostolico in Romania,
Eccellenza Mons. Fratila, Vescovo di codesta Eparchia,
Eccellenza, Monsignore Ioan Robu, arcivescovo latino di Bucarest,
Egregio Signore Professore Opaschi, Ministro Segretario di Stato per i Culti della Romania,
Egregio Signore Sergiu Nistor, consigliere presidenziale,
Distinte Autorità,
Reverendi Sacerdoti, Religiosi e Religiose, Seminaristi,
Sorelle e fratelli nel Signore!
Tre anni fa ero in mezzo a voi per la solenne inaugurazione della nuova Eparchia di San Basilio Magno in Bucarest e l’installazione del suo primo vescovo, il caro Mons. Mihai Fratila. Anche oggi porto il saluto e la benedizione del Santo Padre Francesco, per l’Arcivescovo Maggiore, Card. Lucian, per il vostro pastore, e per tutti voi.
Insieme ripetiamo le parole del Salmo: “Se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori”. Questa affermazione ci aiuta a leggere secondo una prospettiva cristiana quanto stiamo celebrando: non siamo qui soltanto a benedire delle pietre e dei muri, ma chiediamo che il Signore, liberandoci dal maligno e da ogni sua influenza sulla nostra esistenza, faccia sentire la sua confortante presenza sulla vita di tutti coloro che qui vivranno e presteranno il loro lavoro, cominciando dal Vescovo e tutti i suoi collaboratori, consacrati e laici, uomini e donne.
L’Episcopio, con la sua Curia, è un luogo di servizio all’unità e alla comunione della Chiesa particolare, insieme alla Cattedrale è un luogo simbolico che ci aiuta a comprendere la realtà della Chiesa come una Madre che si prende cura di tutti i suoi figli, e come una Casa, dimora accogliente per coloro che camminano insieme al Signore verso il compimento, in Lui, di tutta la storia umana. In tre anni, sono certo, non sono state edificate soltanto le strutture della vostra Eparchia, ma sono stati soprattutto nutriti i cuori con la certezza dell’amore di Dio che ciascuno di noi è poi chiamato a testimoniare secondo la propria vocazione, in famiglia, sul luogo di lavoro, nella società intera.
Ripeto oggi quanto vi dissi il giorno dell’inagurazione dell’Eparchia: ''non abbiamo orgoglio o vanto umano, non siamo contro nessuno, soltanto facciamo risuonare la gioia che ci è data per aver ricevuto l’Evangelo di Cristo, e per la possibilità di annunciarlo con la parola e l’esempio della nostra vita''.
La vita cristiana è rivolta verso il futuro e l'incontro con il Signore. Come i vostri martiri sono stati fedeli al Signore nel tempo della prova, così oggi ciascuno di noi è chiamato alla medesima fedeltà. Il nostro tempo è segnato da una cattiva comprensione della libertà e dalle nuove ideologie: continuiamo ad amare e servire la verità di Dio e dell’uomo, in uno spirito di comunione e di missione verso ogni fratello che incontriamo sul nostro cammino: quelli che già conoscono il Signore Gesù, perché si possa camminare insieme nella carità, e quelli segnati dal dubbio, dalla disperazione o da un visione atea della vita, perché possiamo con la nostra testimonianza riaccendere la speranza nel loro cuore. Mentre costruiamo ponti verso il prossimo, abbiamo già innalzato le scale verso il Cielo.
Impegnatevi particolarmente – insieme a tutti i cristiani della Romania - nella promozione della viva tradizione cristiana dell’Europa, del matrimonio e della famiglia secondo il disegno divino, impegnatevi per l’onestà nella vita pubblica e il rispetto per giustizia. In questo modo le comunità cristiane si confermeranno collaboratori preziosi della crescita morale e civile della società.
Pur essendo un piccolo gregge, la comunità greco-cattolica a Bucarest continui ad essere con delicatezza un segno della Provvidenza, provvedendo alla cura pastorale dei propri fedeli e testimoniando la gioia del Vangelo. Rivolgo un particolare ringraziamento per al Professore Opaschi, Ministro Segretario di Stato per il Culti, per la benevolenza e il sostegno sincero offerto a questa Eparchia.
Affidandovi all’intercessione della Tutta Santa Madre di Dio e a quella di San Basilio, auguro all'intera Eparchia, al suo pastore, al clero, ai consacrati, a tutto il popolo cospicue grazie celesti per rinnovare il fervore della fede, della speranza e della carità. Amen.

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Omelia del Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nella celebrazione Eucaristica per la festa dei Santi Arcangeli – Cattedrale latina di Bucarest, venerdì 29 settembre 2017 A.D.
Eccellenza Reverendissima, Mons. Maury Buendia, Nunzio Apostolico in Romania,
Eccellentissimo Mons. Robu, Arcivescovo Metropolita di Bucarest,
Eccellentissimo Mons. Mihai Frățila, Vescovo dell’Eparchia di San Basilio Magno in Bucarest
Distinte Autorità,
Reverendi Sacerdoti, Religiosi, Religiose, Seminaristi,
Sorelle e fratelli nel Signore!
1.Sono lieto di poter celebrare con voi questa santa Eucarestia nella festa dei Santi Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele. Il nostro pensiero grato accompagnato dalla preghiera va al Santo Padre Francesco, che mi ha chiesto di trasmettervi il Suo saluto e la Sua benedizione: è suggestivo ricordare che tra i primi gesti del Suo pontificato, il 5 luglio 2013, ci fu proprio la benedizione di una statua dell’Arcangelo Michele, con la consacrazione dello Stato della Città del Vaticano alla celeste protezione del Principe delle Milizie celesti e di San Giuseppe, sposo della Beata Vergine Maria, cui è dedicata questa cattedrale. È un singolare accostamento: Giuseppe è uomo giusto che accetta di essere il custode della vita del Figlio di Dio, lo mette al riparo dalla furia omicida di Erode, Michele è l’Angelo che combatte con la forza di Dio, guida le milizie celesti contro le insidie e gli attacchi di Satana, come l’immagine dell’Apocalisse ha evocato. Il drago che insidia la progenie della donna in preda alle doglie del parto incarna il mistero del male che insidia la vita dei figli di Dio. Ma l’ultima parola è proprio quella del Signore, è canto di vittoria e di vita e resurrezione. Anche noi vogliamo allora riaffidarci in questo luogo all’intercessione di San Giuseppe e di san Michele Arcangelo: mentre rivolgiamo un pensiero augurale al Nunzio Mons. Miguel, che celebra la sua festa onomastica, tutti noi ci sentiamo chiamati ad essere “custodi” del dono di Dio che ci è stato affidato, senza scoraggiarci dinanzi alla lotta spirituale quotidiana contro il male che ci insidia. La Romania nella storia del secolo scorso, ha sperimentato dure prove e i credenti in Cristo hanno subito una vera e propria persecuzione a motivo della loro fede: voi ne siete i figli e gli eredi spirituali. Il male oggi non si manifesta in un regime ateo, ma si insinua sottile nel tentativo di dividere i credenti, di stravolgere la visione della vita umana, nel suo nascere e nel suo morire, nella procreazione, nella visione della famiglia: in tanti modi si cerca di far sentire l’uomo apparentemente più libero e più potente, pago di se stesso e delle proprie conquiste, ma sempre più spesso anche più solo e disperato. L’intercessione di san Michele ci aiuti a riaccogliere ogni giorno la nostra vita come un dono, a impegnarci per la difesa dell’inviolabile dignità dell’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio. Preghiamo per la nostra Europa, perché sia memore delle proprie radici spirituali, e mentre riflette sul consolidamento anche economico, non perda per strada una visione grande e profonda dell’uomo e della società: in questo senso, il contributo del popolo della Romania, come di altri dell’Europa Orientale, è prezioso.
2. Ogni giorno, al rintocco delle campane, i fedeli cattolici latini sono richiamati alla preghiera dell’Angelus, così come tanti di noi alla domenica si uniscono al Santo Padre che si affaccia per inviare il suo messaggio e pregare con le parole rivolte dall’Arcangelo Gabriele a Maria. Una preghiera semplice, che mette al centro uno dei misteri centrali della nostra fede: il Verbo si è fatto carne. Farne memoria quotidiana impegna il cristiano a farsi a sua volta annunciatore, come Gabriele, delle grandi opere di Dio per l’umanità. La gioia degli angeli è autentica e piena, ma insieme anche umile: Gabriele si rallegra di poter manifestare la volontà del Dio che salva, e che si consegna alla libertà di un’umile fanciulla di Nazareth, che col suo sì diviene la Madre di Dio. È la stessa dinamica di colui che evangelizza. Ce lo ricorda Papa Francesco nella Evangelii Gaudium: “In qualunque forma di evangelizzazione il primato è sempre di Dio, che ha voluto chiamarci a collaborare con Lui e stimolarci con la forza del suo Spirito. La vera novità è quella che Dio stesso misteriosamente vuole produrre, quella che Egli ispira, quella che Egli provoca, quella che Egli orienta e accompagna in mille modi. In tutta la vita della Chiesa si deve sempre manifestare che l’iniziativa è di Dio, che «è lui che ha amato noi» per primo (1 Gv 4,10) e che «è Dio solo che fa crescere» (1 Cor3,7). Questa convinzione ci permette di conservare la gioia in mezzo a un compito tanto esigente e sfidante che prende la nostra vita per intero. Ci chiede tutto, ma nello stesso tempo ci offre tutto” (EG 12).
3. Mentre riconosciamo il bisogno che hanno le nostre società di ricevere con rinnovato entusiasmo l’annuncio del Vangelo di Cristo, a volte sconosciuto o molto più spesso professato solo con le labbra, dobbiamo umilmente renderci conto che ogni nostro sforzo ultimamente si infrange contro lo scoglio costituito dalle divisioni tra i cristiani: tale secolare ferita contraddice la preghiera di Gesù nell’Ultima Cena “Ut unum sint! Che siano una cosa sola!”. Il lavoro degli storici e dei teologi dovrà andare avanti, ma è soprattutto nei Paesi, come la Romania, ove cattolici, ortodossi e altre confessioni cristiane vivono ogni giorno fianco a fianco che debbono crescere relazioni di stima autentica, di affetto sincero, di carità condivisa. I cambiamenti epocali cui l’Europa sta assistendo, ben presto non consentiranno più alle singole comunità di ragionare, a seconda dei Paesi, in termini di maggioranza o minoranza, ma di comune testimonianza, in una pluriforme unità, all’unico Vangelo di Cristo, sorretti e nutriti dai sacramenti che Egli ci ha lasciato per la nostra salvezza e per l’edificazione del Suo corpo che è la Chiesa. Sappiamo quanto cammino allora c’è da compiere, ma questo cammino deve iniziare ora, ogni giorno: anche noi abbiamo bisogno dell’Arcangelo Raffaele, perché anche noi siamo ciechi come Tobi e come Tobia abbiamo bisogno che Egli ci guidi sulle strade della vita verso la casa dove possa tornare a splendere la luce dei figli di Dio. Lo invochiamo in questa Chiesa, ove san Giovanni Paolo II celebrò la Divina Liturgia nella storica visita del 1999, pensando all’abbraccio affettuoso e sincero con il Patriarca Teoctist, di venerata memoria, e alle folle di questa capitale che ad una sola voce osavano levare il grido “Unitate, Unitate!”. E preghiamo che possa giungere presto il giorno in cui si possa vedere lo stesso abbraccio tra il Santo Padre Francesco e Sua Beatitudine Daniel, che ho incontrato quest’oggi e al quale ho promesso il ricordo nella nostra celebrazione.
4. San Michele, lotta accanto a noi contro il male che ci insidia; San Gabriele, rendici gioiosi ed autentici testimoni del Vangelo che salva; san Raffaele, versa il balsamo della misericordia di Dio sulle ferite dei cuori dei credenti che sono divisi tra loro, e guidaci alla vera luce e all’unità in Cristo Signore. Madre di Dio e san Giuseppe, pregate per noi! Amen.